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Il gioco d’azzardo legale italiano va protetto

tulessa, · Categorie: Senza categoria

Non si finirà mai di ribadire quanto sia importante per l’italico territorio avere le attività di gioco legale aperte, vive e vegete, seppur soggette e condizionate da orari e protocolli più che restrittivi, anziché vederle traballare nella loro incertezza commerciale ed economica e destinate alla chiusura ed al licenziamento dei propri dipendenti. Sino alla sfinimento si è ripetuto sia prima, che durante l’emergenza sanitaria più impegnativa, che oggi che pare più sotto controllo, quanto fosse sbagliato valutare le attività di gioco a rischio medio/alto se fossero rimaste aperte al pubblico. E quanto sia disdicevole il riconoscere di avere ragione allorquando ci si accorge che la criminalità organizzata, a braccetto con “il suo gioco illegale”, è riuscita a prendere il posto del gioco terrestre che per ben sei mesi è stato condannato alla chiusura con tutte le conseguenze personali ed imprenditoriali che ne sono discese. Aver avuto ragione poco importa davvero: sarebbe, invece, importante che se ne accorgesse finalmente il Premier Conte al posto di proseguire nell’identica strada della chiusura delle attività “non essenziali” come il gioco pubblico.

Ad oggi, i mesi di totale chiusura consecutiva dei giochi sono ben tre: “soltanto” 180 giorni totali di silenzio ludico e di non disponibilità del gioco terrestre non sono pochi. Lo prova il fatto che qualche Tribunale comincia ad intravedere delle anomalie attorno ai provvedimenti dei vari Dpcm della Presidenza del Consiglio e cosa che, forse, potrebbe far ipotizzare un ”allentamento” delle restrizioni a partire dal 16 gennaio prossimo. Peccato, però, che le notizie sulla curva epidemiologica lasciano qualche perplessità sulle eventuali aperture delle attività, anche se inutile nasconderlo, il gioco ci spera parecchio considerando anche che il “piano del Governo” relativo alle varie chiusure del gioco non è mai stato discusso con alcuno della filiera. Tali chiusure, resesi indispensabili per contrastare lo sviluppo del virus, però, andavano acquisite e sostenute con criteri di “ragionevolezza e proporzionalità” ed avrebbero dovuto avere una durata massima di un mese.

Ma di fronte alla “paura” divenuta quasi certezza di una terza ondata dell’emergenza, probabilmente è anche giusto che il Governo centrale tentenni nelle sue decisioni più del solito e che il Ministro della Salute freni per le riaperture mentre nasce la cosiddetta “zona bianca” proposta dal Ministro della Cultura che dopo la metà di gennaio consentirebbe di far ripartire tutte le attività, palestre, cinema e teatri compresi. Si potrebbe anche decidere di far ripartire i giochi anche se questo discorso non è stato affrontato in modo specifico, ma di fronte al quale il Governo non potrà sicuramente esimersi dal valutare tutta la situazione del gioco ignorando completamente la sua realtà. L’attuale Esecutivo dovrà finalmente giustificare la propria linea rigorista intrapresa all’inizio dell’emergenza sanitaria nei confronti del gioco e dovrà anche dimostrare che non si sia applicato un eccessivo rigore, oppure una valutazione inesatta, sulla presenza del rischio contagi nei punti di gioco.

L’Esecutivo si dovrà anche confrontare con un protocollo di sicurezza sanitaria studiato appositamente per “suggerire” l’apertura delle attività di gioco ed anche di bonus casino con giri gratuiti alle slot machine, protocollo proposto dalla stessa industria dei giochi che si è impegnata nell’attuazione di questo percorso proprio, pensando che meglio ristrettezze ulteriori con le attività aperte, piuttosto che affrontare una ulteriore chiusura totale dei propri punti. E sarà parecchio difficile per il Premier ignorare anche questa proposta e dovrà pur rendersi conto, una volta per tutte, che nel periodo di apertura dei punti di gioco nessun focolaio è stato comunicato, né tanto meno sono mai emerse notizie di contagi legati espressamente al gioco pubblico. Ma se gli operatori del settore devono fare i conti con sei mesi di fatturato zero, mentre le spese aziendali continuano ad essere presenti e pesano parecchio per qualsiasi settore, figuriamoci in questo benedetto 2020 come saranno i bilanci delle attività commerciali del gioco che sono già state colpite da una serie di rincari sulla tassazione con l’ultimo rialzo andato in essere proprio in questi primi giorni di gennaio 2021.

Ma pur considerando tutto questo, non si può evitare di riflettere su un argomento scottante: in questi lunghissimi sei mesi di chiusura totale o parziale del mondo del gioco legale è risultato palese che lo spazio prima occupato dal gioco pubblico, in questi tempi totalmente assente, è stato “conquistato” dal gioco illecito e dalla criminalità organizzata che lo gestisce, con grande pericolo per il territorio e per i cittadini che si sono dovuti confrontare con la presenza dell’illegalità sia in questo settore che in quello dell’usura che, inutile negarlo, sta facendo anch’esso affari d’oro con l’emergenza economica che sta colpendo tantissime imprese, ma anche tantissimi cittadini che saranno facile preda di questa attività criminale. A questo, si aggiunge anche il “nuovo ed assai intelligente” provvedimento delle banche che hanno dato un’ulteriore stretta al credito, mettendo normative assurde a carico dei correntisti che non potranno più sforare neppure di 100 euro dai loro conti.

Pena la segnalazione al CRIF con le conseguenze che questo comporta: “ci piacerebbe” davvero conoscere di chi è stata questa brillante idea! Proprio in questo periodo dove le persone perdono il lavoro, non sanno cosa succederà del loro futuro, non riescono a pagare l’affitto od il mutuo, e quasi non sanno come far quadrare il pranzo con la cena se ne esce un “luminare bancario” che impone queste norme che tagliano le gambe ai poveri correntisti che si troveranno a scegliere se mangiare o pagare la bolletta perché la banca non si interessa delle loro vite. Non è che prima di questa normativa le banche tutelassero poi tanto i propri correntisti, sopratutto coloro che lavorano nel gioco, ma così sembra davvero una presa in giro. Ecco spiegato perché nel titolo di questo articolo si è scritto che la legalità, e qui si aggiunge la sicurezza, non contano più nulla: forse l’Esecutivo preferisce che i cittadini si rivolgano all’usura ed alla criminalità per fronteggiare il proprio quotidiano piuttosto che alla banca che potrebbe anche sentire, una volta tanto, il dovere di sostenere i propri clienti.