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Gioco d’azzardo e tecnologia: Un binomio interessante

tulessa, · Categorie: Senza categoria

In tanto nostro “dire” più e più volte si è sottolineato che il mondo dei giochi legale per essere appetibile e per entrare in concorrenza con quello che legale non è deve essere innovativo e “terribilmente” tecnologico perché soltanto così si possono mettere a disposizioni novità ed esperienze speciali che conducono l’utenza per mano verso un divertimento nuovo, lecito e tecnologicamente avanzato. E ciò per quando riguarda tutti i prodotti che vengono rappresentati nei vari segmenti: ma l’innovazione tecnologica oggi si deve applicare non solo ai soli prodotti che movimentano il mercato, ma anche alla protezione dei consumatori che vanno tutelati il più possibile e vanno salvaguardati dalle eventuali truffe che si possono nascondere dietro un gioco magari più “condiscendente”, ma che presenta inevitabilmente dei rischi anche e sopratutto se si dimostra accattivante e coinvolgente. Il popolo dei giocatori è cambiato come deve cambiare anche il gioco nelle sue proposte e la sua tutela che deve essere a 360° e dalla quale non si deve prescindere.

Infatti, non bisognerebbe dimenticare che un apparecchio di gioco con vincita in danaro può valere vincite importanti, cosa che automaticamente potrebbe attirare l’attenzione di qualcuno che opera nel mondo digitale e che può prodigarsi per cambiare il flusso delle varie partite, alterandone i risultati e magari “facendo anche saltare le vincite”, lasciando così il giocare a bocca asciutta e non tanto rimpianto! Ma quell’apparecchio è stato studiato, progettato e costruito per essere assolutamente impenetrabile e qui entra in gioco l’innovazione tecnologica che tra breve, qualora non sia già stato fatto, spazia tra gli algoritmi e la biometria, passando con la prossima tappa del riconoscimento facciale per impedire ai minori, parte debole ed influenzabile della nostra attuale società, di giocare. Quando si sentono queste cose abbinate al gioco quasi non ci si crede poiché non si pensa ancora che gli standard di sicurezza studiati dai Gruppi leader in questo mondo ludico non siano arrivati a tale punto.

Ed invece è proprio così: quanto meno a sentire la voce di un colosso del gioco e di bonus di benvenuto dei casino online, NOVOMATIC ITALIA, uno dei provider globali più rappresentativo con le sue soluzioni di ultima generazione applicate al gioco d’azzardo. Il Gruppo vuole “sperimentare” un innovativo binomio uomo-macchina applicato proprio al comparto del gioco, binomio che offre quasi infinite possibilità di intervento sul sistema dello stesso gioco: spazia tra il blocco dell’accesso ai minori, sino allo stop forzato davanti a comportamenti problematici, od addirittura compulsivi, sino a neutralizzare traffici atipici di scommesse e di contrasto ad attività illegali: ed, infine, si interessa “piacevolmente” della corretta erogazione dal danaro, frutto delle partite giocate con abilità e delle vincite. Un “comportamento tecnologico” diventato oggi indispensabile nel mondo dei giochi e del quale a breve non se ne potrà proprio più fare a meno, anche se può sembrare troppo avveniristico se rapportato al gioco.

Per fare un passo indietro, e parlando di gioco pubblico e dei suoi apparecchi, bisogna ricordare che gli operatori agiscono per conto di una concessione statale che regola i rapporti tra concessionario e Stato: un contratto nel quale vengono descritti tutti i vari impegni che vanno rispettati e gli interessi sociali che vanno tutelati. Tutto deve svolgersi in piena efficienza ed assoluta trasparenza per il contrasto all’illegalità, per la battaglia al gioco problematico, per il rispetto del sociale e del territorio. Non c’è spazio per gli sbagli e proprio per affrontare tutto questo con serenità bisogna rivolgersi all’innovazione tecnologica che consente di tenere il tutto sotto controllo nel modo più corretto e sicuro possibile. Per terminare, poi, di spiegare il mondo dei giochi si deve sottolineare che la filiera è composta da circa 150 mila lavoratori e che il settore a causa della pandemìa è stato messo veramente sotto pressione ed ha subito gravissime “perdite”.

Il che viene rappresentato dai circa 5 miliardi di euro di perdite per l’Erario sui totali 10 miliardi che provengono dal gioco pubblico e 4 miliardi di perdite di ricavi, su 8 miliardi, per gli addetti ai lavori del comparto. Questo è il quadro della situazione attuale ed è esattamente per questo scenario che il gioco ha necessità assoluta di proteggere tutto il suo mondo con la tecnologia e l’innovazione. Ma già oggi il comparto ludico possiede sistemi informatici che consentono un controllo minuzioso sull’andamento e sui suoi movimenti: ma parlando di innovazione si può dire che la nuova frontiera potrà essere senz’altro la biometria. Oggi negli apparecchi di gioco si usa la tessera sanitaria per confermare la maggiore età del giocatore, strumento ormai obsoleto perché esistono già meccanismi per calcolare gli anni riconoscendo i tratti somatici dell’utente. Se poi questo sistema si inceppasse, giocoforza rivolgersi all’intervento umano e ci si farà riconoscere con un documento di identità, mentre l’adolescente che avrà tentato di giocare, dovrà… rinunciare al suo divertimento.

Ovviamente, il comportamento di ogni giocatore dovrà sempre essere tenuto sott’occhio, sopratutto se si nota che lo stesso si “accanisce” con il gioco, se si intravede un atteggiamento compulsivo e problematico. A quel punto, sarà indispensabile mandare un’allerta sulla macchina che sta usando, oppure invitarlo “a fare una pausa”. In questo, a prescindere dalla tecnologia, saranno gli addetti alla sala giochi che dovranno avere una parte importante nella gestione della propria clientela, intervenendo qualora un giocatore dimostrasse di essere in difficoltà, qualora lo stesso non se ne “accorgesse”. Un argomento ulteriore per sentirsi protetti quando ci si intrattiene con gli apparecchi di gioco, è sapere che i controlli imposti all’italico settore dei giochi non conoscono uguali a livello internazionale. E le sanzioni che vengono comminate per chi non si dimostra all’altezza sono estremamente alte: ma non solo. Chi partecipa ad una gara per una concessione deve essere moralmente ineccepibile, solido e dimostrarsi in grado di sostenere gli investimenti necessari per tutta la sua attività. E questo vuole essere la “cigliegina sulla torta”: i concessionari di gioco non sono imprenditori di Serie B, né immorali e tanto meno approfittatori delle altrui debolezze. Chi vuole intendere, intenda.